LA FOTOGRAFIA DI INTERNI CON IL GRANDANGOLO.

Nel seguente articolo salterò tutti i preamboli in stile Aranzulla ed andrò subito al dunque, ma una premessa comunque è doverosa.

Questi semplici suggerimenti non sono rivolti a chi si ritiene già esperto di fotografia o magari lo è veramente.

Sono rivolti invece a chi con macchine fotografiche, o addirittura grazie a degli smartphone sempre più evoluti, fa abitualmente delle belle fotografie e però davanti ad una esigenza specifica, in questo caso fotografare immobili ed  interni d’appartamento, vorrebbe approfondire preventivamente le conoscenze, allo scopo di ottenere il miglior risultato possibile e soprattutto evitare di fare errori, o quantomeno quelli più comuni.

È noto che l’obiettivo grandangolare offra dei vantaggi interessanti.

Primo e più conosciuto fra tutti gli altri, è quello di avere una visione più ampia della scena rispetto alla prospettiva che vediamo naturalmente con i nostri occhi.

Questo tipo di obiettivo è anche più “luminoso” rispetto a quelli tradizionali e questo ci permette di realizzare foto più chiare in condizioni di scarsa luminosità. Situazione abituale negli ambienti chiusi.

Per ragioni tecniche un po’ complesse da affrontare in questo contesto, sappiamo comunque che l’obiettivo grandangolare, ci permette anche una maggiore stabilità di immagine.

Tradotto in altre parole, significa che possiamo permetterci dei tempi di esposizione più lunghi rispetto sempre ad un obiettivo tradizionale, ottenendo così uno scatto ancora più “luminoso” senza che la foto risulti “mossa”.

Sino ad ora abbiamo visto quindi i punti a favore nell’utilizzo dell’obiettivo grandangolare, ma tutte le medaglie hanno il loro rovescio e quindi adesso affronteremo gli aspetti negativi di questo tipo di obiettivo, in particolar modo nel campo che ci interessa, ossia la fotografia degli immobili.

Cominciamo dicendo che più la visione dell’obiettivo grandangolare è ampia, più l’immagine che otterremo risulterà deformata.

Inoltre gli ambienti che andremo a fotografare, risulteranno nell’immagine ritratta, notevolmente più grandi rispetto a come li vediamo nella realtà con i nostri occhi, ed anche questo effetto sarà tanto maggiore quanto più ampia sarà la visione dell’obiettivo grandangolare.
(Tecnicamente in questi casi si parla di lunghezza focale corta)

Il secondo tra questi due effetti descritti, è quello che impatta maggiormente sull’opinione del possibile cliente acquirente, perché se da un lato può essere attratto dalle foto degli ambienti apparentemente ampi, al punto da chiedere un appuntamento per visionare l’immobile, dall’altro canto invece, potrebbe poi rimanere deluso nel vederli realmente e nel peggiore dei casi potrebbe anche perdere fiducia nei confronti dell’agente e/o agenzia che hanno pubblicato quelle foto, causa della delusione da lui ricevuta.

Per concludere in estrema sintesi, l’obiettivo grandangolare non dovrebbe essere considerato una comodità da usare regolarmente e sempre per portare a termine con relativa facilità e velocità i nostri servizi fotografici.

Ovviamente come sappiamo, ci sono situazioni in cui il suo utilizzo non è una nostra scelta ma una necessità.

Negli altri casi invece, bisognerà valutare di volta in volta se i benefici saranno superiori ai possibili effetti negativi e comunque sarà il caso di fotografare la stessa scena anche con un obiettivo a visione naturale
(tecnicamente definito “obiettivo normale”)
per poi scegliere quale sia lo scatto più adatto alla pubblicazione del nostro annuncio.

Ti ringrazio per aver letto questo articolo fino in fondo e se sei arrivato fino a questo punto, sarebbe bello se la lettura ti fosse stata anche utile.

Fabio De Bellis.